Mille

Il gioco dell’oca degli ecovillaggi

Partecipi a una riunione, e poi torni a casa e tutto resta come prima. Qualsiasi sia la riunione alla quale hai partecipato, tutto resta come prima, ritorni nel solito schema.

C’è qualcosa che non va. C’è davvero qualcosa che non va.

Il percorso dell’Ecovillaggio dei Mille mi convince sempre di più che il cuore del progetto è riuscire a rompere i nostri schemi mentali ripetitivi, che ci tengono fermi, che inevitabilmente ci riportano al punto di partenza. Come nel gioco dell’oca.

Non vi sembra anche a voi che di continuo cadiamo nella casella torna alla partenza?

Se vuoi venire a un incontro dell’Ecovillaggio dei Mille va bene, ma sappi che non servirà a nulla se non sei disponibile a mettere in discussione alcune certezze.

Vedo le persone che partecipano agli incontri arrivare con le loro legittime aspettative. Ma capite che così non serve a nulla?

Le persone mi dicono che per fare un ecovillaggio insieme dobbiamo trovarci simpatici, dobbiamo pensarla allo stesso modo, ci serve visibilità, dobbiamo essere in tanti, cominciamo scrivendo un manifesto, ci vuole un piano economico… ma non vedete che così non serve a nulla? Non vedete che questo lo facciamo già nella vita di tutti i giorni?

Creiamo un ecovillaggio per non ripetere gli stessi errori, per non ritrovarsi dentro alle stesse gabbie mentali, per non riprodurre l’esistente.

E come si fa?

La risposta è banale: rompendo le regole che ci mettiamo da soli, e quindi anche le stesse regole che stabiliamo per creare un ecovillaggio. La vita è un divenire continuo, non un insieme di regole. E’ questo l’Ecovillaggio, avere il coraggio di abbandonare le regole per tornare alla Vita. E costruire un ecovillaggio è farlo ogni giorno.

Qui sta la differenza con la città nella quale vivi ora. Lì riproduci continuamente schemi mentali e di azione ripetitivi e con poco senso. Nel costruire l’Ecovillaggio invece ti impegni nell’uscire dalle regole per tornare ogni giorno alla Vita.

Quindi, comincia a costruire l’Ecovillaggio dei Mille così.. nei prossimi giorni rompi ogni giorno una regola diversa che ti sembra abbia poco senso, ma che segui per abitudine.

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8 thoughts on “Il gioco dell’oca degli ecovillaggi

  1. Secondo me i “Mille” dovrebbe essere il risultato finale, perché trovare 1000 persone che la pensano tutti in maniera simile (non dico uguale) è impossibile. Bisognerebbe partire dal piccolo esempio 10-100-1000, dico questo pensando che dieci persone potrebbero iniziare con trovare la locazione, il terreno case da sistemare es. Borgo Abbandonato, ma che avesse vicino minimo 100 ettari di terreno. A me personalmente può interessare, ma, mi trovo che non ho che pochi spiccioli da investire (2/3 mila Euro), Sicuramente ce ne sono molti che non si fanno avanti perché messi nelle mie condizioni o anche meno. Parliamone…

    Giovanni

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    1. Io ho deciso di mettere a disposizione la nostra casa di NESPOLO, proprio per questo motivo, almeno come sede temporanea, il posto è bellissimo e ben collegato, è facile anche avere terreni in comodato, oltre il nostro che è già tantissimo, Finché non trovate altra sede, dato che da noi nin ci sarebbe affitto da pagare, potrebbe essere un inizio. Nulla vieta che poi si decida di trasferirsi altrove in futuro, Intanto lì ci sono molte famiglie che abitano, anche giovani con bambini, e la comunità locale può essere coinvolta senza problemi se si vuole.
      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1637038819676110&id=868346199878713
      Chiamatemi pure, l’Ecovillaggio dei Mille mi sembra una fantastica idea! Sarebbe bello poterla realizzare da noi, nrl cuore della Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia!
      342 71 86 368
      Shanti

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  2. Ciao Luca, io faccio parte di un GAS di Cesena, potrei sentire con loro per fare un’incontro pubblico nella nostra città. Leggendo della prima riunione a Firenze, mi sembra che questo progetto non è molto sentito. Pensavo che potrebbe essere buona cosa già attaccarci ad altri progetti, oltre che sentire cosa ne pensano loro anche viverli direttamente, ( chi ha la possibilità di farlo) poi in un secondo momento distaccarsi (anche se penso non sia tanto giusto).

    Parliamone…. 🙂

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    1. Per gli incontri però bisogna farli in città grandi, come Bologna, altrimenti dovrei girare tutta l’Italia 😉
      Il progetto in realtà è “sentito”, occorre fare un’opera di coinvolgimento, che è quello che sto facendo.

      Ma capisco che dall’esterno non si riesce a capire bene tutto il lavoro che c’è dietro, e anche l’interesse che c’è intorno, per questo ho intenzione di fare questi incontri diffusi nel territorio.

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  3. Salve.
    Riallacciandomi ai precedenti commenti di Giovanni Zandoli posso asserire che, se potessi, affronterei in prima persona il problema dell’attivazione dell’Ecovillaggio nella mia zona. Ma mi trovo nella sua identica situazione finanziaria e credo che, come me e lui, ci si trovino tanti altri. Ed è questo un presupposto imprescindibile da offrire a chi è ben predisposto; presupposto che dovrebbe subito essere incanalato in una via (leggi: offerta di proprietario terriero, di imprenditore edile, di ente comunale, di fondi europei, nazionali, regionali, ecc.) che sfociasse verso un barlume di reale fattibilità; pena altrimenti la constatazione, se non immediata, a posteriori di avere progettato sulla sabbia.
    E’ importante vedersi e confrontarsi; ma intanto aggiungo anche io….parliamone !

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    1. Ciao, la realizzazione dell’Ecovillaggio dei Mille non parte dall’acquisto di un terreno o di edifici. Se cominciasse in questo modo, non ci riusciremmo mai. Parte invece dal coinvolgimento di un territorio e da progetti di economia sociale (http://www.abitaregea.it/salviamogea), che poi andranno a formare le radici del futuro ecovillaggio.
      Quindi, ora, per attivarsi, servono impegno personale e capacità, e per ora non servono risorse finanziarie.

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  4. Ciao Luca, sono Maria di Milano, ci siamo sentiti telefonicamente. Ogni volta che torno a leggere gli aggiornamenti di questo progetto, dopo essermi lasciata travolgere dagli eventi della vita quotidiana di mamma e compagna, rinnovo l’interesse e la curiosità verso il tuo approccio coraggioso e innovativo. Mi dispiace di non essermi fatta più sentire, ma stimolata ora dal tuo messaggio, riprometto a me stessa di riprendere in mano la questione. Grazie a presto!

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