Il leader è colui che avvicina

Il leader è colui che pur stando fermo avvicina le persone.

Quotidianamente abbiamo esperienza dei leader gerarchici, coloro che per dare ordine all’ambiente dove si trovano impartiscono comandi agli altri.

Fai attenzione, perchè i leader gerarchici non si trovano solo in ambienti tipicamente gerarchizzati come quelli di lavoro, ma anche in altri ambienti apparentemente orizzontali. In questi ambienti apparentemente democratici esercitano la propria autorità dei leader che si comportano in modo gerarchico, ma poi mascherano le proprie azioni sotto una retorica democratica. E’ quello che accadeva ad esempio in molti movimenti politici degli anni settanta (leggi qui e qui).

Può esistere però un diverso tipo di leadership ecologica, in contrapposizione a quella gerarchica e tossica.

Un buon leader di un progetto sostenibile, come un ecovillaggio, non esercita un’autorità gerarichica, e tossica (nemmeno mascherata!).

Il leader ha innanzitutto capacità di coinvolgere le persone.

Come scritto all’inizio, il leader ha il talento della fermezza. Una fermezza che non esercita nel comando, ma nel tenere fede a principi che hanno natura filosofica ed etica.

Il leader quindi non è un comandante, ma un saggio, che con il suo talento ed esperienza è in grado di essere una guida per gli altri. Una guida che avvicina le persone, non le comanda.

Non tutti i leader sono saggi. Il leader saggio, colui che avvicina, può essere confuso con il leader tossico, ma è in realtà radicalmente diverso da esso. Il leader tossico corrompe chi lo segue, usa sofismi, cioè usa l’arte oratoria per ammansire la comunità, distribuendo panem et circenses. Il modello di leader tossico è l’imperatore, il dittatore, o il capo della setta.

Esempi di leader dotati di grande saggezza come Socrate, Gesù Cristo, Gautama Buddha, Friedrich Nietzsche, Rosa Parks, Giovanni Falcone, sono persone che uniscono capacità di coinvolgere le persone, fermezza, saggezza, coraggio e indipendenza.

Un’altro talento fondamentale per un leader è la sua indipendenza, il suo non farsi trascinare dalle folle e dai sentimenti irrazionali e peggiori. Un leader è vicino alla comunità senza esserne trascinato. Un leader è anche colui che è pronto a pagare il prezzo salato della sua indipendenza, e anche per questo suo coraggio è riconosciuto dalla comunità.

Di solito siamo abituati a immaginare un leader come colui che sale su un palco e tiene un discorso, quello raramente è un buon leader. Chi è abituato a salire su un palco finisce per essere schiavo delle folle. Per questo ho scelto come immagine di questo articolo la foto di Rosa Parks, seduta nell’autobus dal quale aveva dato avvio al movimento per i diritti civili degli afroamericani. Il leader saggio è dimesso, parla a voce bassa, sta in disparte, è la sua saggezza ad accendere una luce su di lui. Come Rosa Parks, che nel 1955 stava semplicemente seduta su un sedile di un autobus, e da lì, con un semplice rifiuto, cambiò la vita di tante persone.

Per approfondire

Cinema:

Letteratura:

Filosofia:

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